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15.02.21 – 18.02.21

a caccia di un segno registico che concretizzi in scena temi e snodi della drammaturgia, io e Gianmarco Busetto facciamo un tentativo utilizzando alcune uova, la merce che Rolandina Roncaglia vendeva al mercato di Rialto: l’uovo è simbolo di perfezione, contiene in sé gli elementi embrionali che danno vita alla vita, ma resta inerte se non covato, come un’esistenza strappata al suo naturale divenire – è primordiale, potente ma allo stesso tempo fragile… questo segno ci interessa, ci stimola: ce ne pentiamo amaramente, di quelle due dozzine di uova rotte tra le mani, scagliate contro il palco. quinte imbrattate, tappeto danza slimegoso, nell’aria un odore mefitico. scopro, tra l’altro, che le uova si rompono solo quando vogliono loro, e che tra un uovo e le mie costole vince sempre l’uovo. a fine serata, trovo schizzi di tuorlo persino sul copione, che era rimasto in platea. di quei tentativi, restano solo un paio di foto fatte al volo, queste:

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10.02.21 – 11.02.21

mercoledì 10 febbraio 2021, dopo le prime sessioni di lettura e di lavoro sul copione, io e Gianmarco Busetto ci mettiamo alla ricerca di un segno registico che traduca per la scena, con un singolo tratto essenziale ma potente, la vicenda di Rolandina Roncaglia. un oggetto, un colore, un gesto, che rappresenti Rolandina e con il quale io, attore-narratore, possa interagire concretizzando e ampliando il senso del testo

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18.03.21 – 21.03.21

giovedì 18 marzo 2021, Gianmarco Busetto mi invita a partecipare con una videopoesia ai festeggiamenti per il primo anniversario di Poems from the Red Zone, il gruppo Facebook da lui creato l’anno scorso per riempire di bellezza il tempo vuoto del lockdown

l’anniversario cade il primo giorno di primavera, che è anche Giornata Mondiale della Poesia

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sono già al terzo post di questo diario, e ancora non ho detto esplicitamente di cosa parla R.R. – tra le due colonne – anche se, seguendo i link embeddati nel post precedente, non è difficile ricostruire la storia che io e Gianmarco Busetto stiamo raccontando (per il momento con prove blindatissime e senza pubblico) sul palcoscenico di Spazio Farma

in realtà, la voce che ci sia un nuovo spettacolo firmato Farmacia Zooè in lavorazione ha già iniziato a girare, e qualcuno ci ha chiesto una presentazione scritta, una scheda spettacolo – e siccome ci ho messo un po’ a prepararla e sono un mago del riciclo, la incollo qui sotto: oltre alla trama, c’è anche qualche dato in più, un orizzonte ideale

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08.02.21 – 09.02.21

la primissima scena di R.R. – tra le due colonne, il monologo teatrale prodotto da Farmacia Zooè che mi vede in scena diretto da Gianmarco Busetto, ora non fa più parte dello spettacolo

quando ho scritto il copione, ho sentito il bisogno di raccontare al pubblico come e perché ho deciso di raccontare questa storia. ma già dopo le prime letture sceniche (vedi post precedente) io e Gianmarco ci rendiamo conto che questa dichiarazione di intenti o, se vogliamo, questa giustificazione non trova spazio tra le prime idee di regia che stanno emergendo (nelle foto qui sotto, scattate da Luca Colussi, si nota chiaramente la mia disperazione al solo pensiero di dover già eliminare una pagina e mezza di copione)

quella scena, il cui testo farà presto parte del trailer dello spettacolo, dice così:

Perché raccontiamo le storie che raccontiamo?
Perché alcune storie ci prendono e altre no?
Perché certe storie, lontane da noi nel tempo, sembrano parlare del nostro presente?
E perché alcune storie che ascoltiamo distrattamente, settimane o mesi dopo si ripresentano alla memoria e chiedono attenzione, chiedono spazio, chiedono voce?

Quando ho letto per la prima volta la storia che sto per raccontarvi, non le ho dato troppo peso. Era un racconto di due facciate, contenuto in un libro che stavo regalando a mia madre e che mi sono messo a sfogliare prima di impacchettarlo.

Ho letto la storia di Rolandina Roncaglia, e poi l’ho dimenticata. Per mesi. Fino a quando, nella mia vita privata ma anche in quella pubblica della città di Venezia e del nostro Paese, non sono successe alcune cose che mi hanno riportato alla mente la vicenda di Rolandina. 

È stato allora che, a partire da quelle pagine scritte da Alberto Toso Fei, sono risalito a un libro, l’unico esistente sull’argomento, scritto da Marco Salvador. Leggendo quel libro, e documentandomi su Rolandina, mi stupivo sempre di più dei punti di contatto fra quella storia passata e il nostro presente.


Anche questa storia, come tutte le storie che si rispettino, comincia con un quando, un dove e un chi…

le foto di questo post sono di Luca Colussi / Eclèttica. per informazioni sullo spettacolo, info@farmaciazooe.com

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08.02.21 – 09.02.21

lunedì 8 febbraio 2021 cominciano ufficialmente, a Spazio Farma, le prove di R.R. – tra le due colonne, il monologo teatrale scritto e interpretato da me, con la regia di Gianmarco Busetto e la produzione di Farmacia Zooè

i lavori iniziano con due sessioni di lettura scenica: alla prima, quella di lunedì 8, è presente anche Samuele Antonelli, che scatta le foto che accompagnano questo post. alla seconda, quella di martedì 9, assiste Marco De Rossi, mio compagno di scena nello spettacolo Ars Omnia Vincit (sempre diretto da Gianmarco Busetto e di cui presto avrete notizie) e a sua volta impegnato nel monologo Passi, ispirato alla vita di Abdon Pamich

sia Samuele sia Marco, alla fine delle due letture sceniche, raccolgono le mie lacrime e se ne tornano a casa coi maglioni infeltriti: soltanto leggendo il testo ad alta voce sul palcoscenico di Spazio Farma mi sono reso conto di quello che ho scritto, di come R.R. parli molto anche di me, dei paralleli impliciti ma evidenti tra la storia che racconto, ambientata secoli fa, e il nostro presente

ho scritto R.R. – tra le due colonne nell’estate del 2020: la maggior parte del copione ha preso vita a Caorle, mentre ero ospite dell’Hotel Europa, diretto da mia sorella Monica, e potevo finalmente permettermi di non pensare ad altro che alla scrittura. la parola “Fine.” l’ho invece scritta la sera del 19 settembre 2020, il giorno prima del mio quarantunesimo compleanno: allo scoccare della mezzanotte ho brindato con alcuni amici alla nascita del copione (oltre che alla mia), battezzandolo con una spruzzata di Ferrari rosé (c’è un perché: a tutto c’è un perché)

dopo le prove dell’8 e del 9 febbraio 2021, Gianmarco (nella foto con me alla fine di questo blocco) mi chiede qualche intervento sul testo: due scene vengono scambiate di posto, alcune parti descrittive vengono riscritte sotto forma di discorso diretto e la primissima scena, quella in cui racconto come sono venuto a conoscenza della storia, viene eliminata

e siccome in tutto quello che ho scritto fino ad ora non accenno minimamente né alle vicende di cui R.R. parla né a come la storia è giunta fino a me (o si è fatta trovare, o l’ho trovata, o mi ha trovato), la prima scena ora eliminata sarà oggetto del prossimo post

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